Sarò quercia, è già scritto, te l’ho già detto, forse non abbastanza. Sarò quercia con qualche ramo arreso. Sarò quercia, non piangere per me, perché nel migliore dei casi non mi vedrai.

No no, te l’ho già detto, ho mentito, sarò quercia, avevi ragione sarò quercia, mi dispiace, erano solo omissioni di incoraggiamento. Ma sarò saggia e forte, più di adesso, più di prima mentre cercherò di buttare via anidride carbonica e riempirmi di ossigeno, cercando di non soffocare. Sarò quercia con grandi folti rami, e farò tutta l’ombra che serve per salvare dall’inferno. Quercia e Ninfa.

Sarò quercia o forse lo sono già e dentro sono piena di stanze, prima o poi le aprirò tutte come Alice, io sarò la porta del paese delle meraviglie. Sì, senza neanche un filo di umiltà!

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